martedì 24 giugno 2014

Diario di una sfilata per bene - Ultima parte

Il 12 Aprile 2014, in occasione del Salone del Mobile di Milano, si è svolta una sfilata di moda per aspiranti operatori della moda.
Il momento della sfilata dura solo 15 minuti, ma è ciò che c'è nelle settimane precedenti che fa la differenza. 
Nei post precedenti descrivevo la ricerca dei tessuti e la confezione.
Il dopo è semplice, la sarta si munisce di bacchetta magica, farfuglia qualche frase in latino e l'abito è pronto! 
Ok, avete capito che non funziona così... nella realtà la sarta passerà intere nottate a cucire, scucire, sentirete urla di disperazione, pianti isterici.
Frasi come: "Non riuscirò mai a finirlo in tempo!", si ripetono ogni trenta secondi, come un mantra.
L'ultimo giorno, quello decisivo, sono dedicati gli ultimi ritocchi, e si risolvono problemi progettuali che per settimane non ti hanno fatto dormire, mangiare ed avere una vita sociale.
Ma nel momento che consegni il vestito, si udirà la frase standard "E' stato facile!".
La stessa scena la ritroviamo in un bar dove un gruppo di uomini si vanta a chi ha catturato il pesce più grosso fumando un grosso sigaro cubano.

Ma arriviamo al giorno della sfilata.
Se una sfilata inizia alle 19, le aspiranti stiliste, modelliste e modelle devono essere sul luogo almeno 8 ore prima.
Il perchè? 
Per prima cosa, si fanno le prove dell'abito sulle modelle, in questo modo si correggono eventuali difetti.
E poi c'è il trucco e acconciatura e le prove su passerella.
Nel restante tempo che resta, si cerca di riposarsi... o almeno quello che l'ansia ti permette di fare.
Ma arriviamo al dunque... le modelle sono pronte, il pubblico è il triplo di quello che ti aspettavi, il presentatore sale sulla passerella e inizia lo show.
Le modelle una per una con giravolta e camminata da modella anni '90, sfilano sul palco.
I tuoi occhi diventano mille, metà sono puntati sulle modelle e speri che:

  • Cammini piano. Ci hai messo un mese per realizzare quell'abito e vuoi che si veda ogni minimo dettaglio. 
  • Non cadi. Non vuoi che la gente dica "Ti è piaciuto l'abito verde?" "Quale?" "Dai quello lungo dove la modella è caduta!".
  • Faccia risaltare il tuo abito. (Guarda punto uno)
L'altra metà del tuo sguardo è rivolto al pubblico, vuoi leggere nei loro sguardi "Oh! Wow! Magnifico!"
E quando vedi questo riscontro, le tue membra si rilassano, e ti gusti il resto dello spettacolo.
E gli applausi, non sono i 15 minuti di notorietà di Andy Warhol, ma il giusto compenso del tuo lavoro, dedizione e passione.

Questa sfilata ha coinvolto 9 ragazze, tra stiliste e modelliste emergenti ha come tema il Made In Italy e ogni abito rappresenta l'eccellenza dell'Italia.

Ma adesso basta parlare e vi mostro le foto, fatte dalla fotografa ufficiale.

Il mio abito rappresenta l'auto di lusso italiana, la forma a ventaglio della modella è il simbolo dell'apertura ad ala di gabbiano delle portiere che spesso ci ricordano le auto di lusso. L'abito lungo è accompagnato da un corpetto a cuore e la gonna a campana ha uno spacco su un lato vertiginoso. Il tutto è impreziosito da una sagoma del cavallino nero più famoso del mondo.

Ed ecco anche gli altri abiti in ordine di uscita:

Abito di Vaida Loginova, l'abito rappresenta l'Italia. a Il minidress ha un taglio simmetrico, e i petali sono suddivisi nei colori della bandiera italiana.


Abito di Valentina Gandini, color rosso, il tessuto ha la particolarità di avere il pattern con i nomi degli stilisti italiani più famosi. L'abito è impreziosito da una cintura ventaglio rosso.

Abito di Vanessa Spalma, l'abito monospalla rappresenta la musica italiana, il corpetto ha una fantasia con le note musicali e un ventaglio sulla cintura rappresenta i tasti di un pianoforte.


Ambra Biselli, il vino italiano. L'abito è un calice rovesciato reso dalla gonna a palloncino, l'applicazione della bottiglia di strass rende quest'abito prezioso.


Fabrizia Arienti, l'abito rappresenta la pasta, il nostro piatto simbolo e il grano, il corpetto trasparente è decorato da spighe doro e la gonna a ruota ha una cintura fatta di vere spighe di grano.

Abito di Sabrina Freri, i monumenti italiani, la stampa di questo vestito è la Cappella Sistina.




Abito di Antonella Guerra,  rappresenta le auto di lusso italiane. 
Stefania Gentile, rappresenta il cinema italiano, ed è un omaggio all'Oscar vinto in quei giorni con il film "La grande bellezza". La forma è a sirena con strascico, il corpetto ha la forma del ciak e una pellicola cinematografica avvolge le spalle.
Beatrice Rossi, l'abito rappresenta il Duomo di Milano. Corpetto in organza con pelle bianca ha la forma delle guglie. La gonna a campana ha la sagoma del Duomo in pelle bianca il tutto impreziosito da swarovski.



Spero che vi sia piaciuto Xoxo


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