mercoledì 19 marzo 2014

Diario di una sfilata per bene - Parte 1

Premessa: Avevo due modi per affrontare questa nuova rubrica. La prima era in termini tecnici, rispolverare i tre anni di università e utilizzare termini altisonanti.
Il secondo modo, affrontare tutto con semplicità e ironia.
Io ho scelto la seconda, potrei riempire questo blog di parole semantiche e infilarci termini inusuali, ma provocherei solo sbadigli.
Mille volte meglio affrontare la moda con termini semplici, perchè quello che voglio far capire a tutti, è cosa c'è dietro a questo immenso mondo, perchè di deliri allo specchio il web ne è pieno.

Quando si pensa ad una sfilata, immaginiamo il momento della passerella, le modelle altissime con abiti da sogno che camminano come nella maratona di New York, e tre minuti di applausi per lo stilista.
Se questo fosse un film, senza dubbio ci fermeremo a quel momento, ai sorrisi, ai luccichii delle paillettes e a quei quindici minuti di popolarità che lo stilista si bagna nello stading ovation.
Ma in questa rubrica voglio fare qualche passo indietro, immaginate una pellicola di un film che va indietro fotogramma per fotogramma, ed eccoci ad un mese prima dell'evento, all'inizio del film.
Quando ti viene comunicato che tra un mese esatto ci sarà una sfilata. Ma non una sfilata qualsiasi, ma una sfilata nella settimana della Fashion Week di Vogue, e proprio nella centralissima Milano. 

La prima reazione è un battito di cuore veloce, adrenalina che ti scorre nelle vene, e la tua mente che ripete: "hai solo un mese, hai solo un mese..."
Ma niente paura, in un mese (salvo complicazioni), tutto si può fare, in fondo Dio ha creato il mondo in sei giorni, quindi tutto è possibile.

La sfilata è organizzata dalla scuola che frequento:"Ferrari fashion school", e la titolare decide bene di fare qualcosa in pompa magna, qualcosa di tangibile nell'animo umano, qualcosa che un comune mortale ci metterebbe mesi nel realizzare, ma noi non siamo comuni mortali.
Il tema, i bozzetti, sono decisi in gruppo, ovviamente tutto ha un filo conduttore, e tutto nasce dal "semplice", per diventare un opera architettonica.

Una volta completata la linea degli abiti, i bozzetti vengono disegnati per bene, con i pantoni e i pastelli, e successivamente  si passa alla realizzazione delle schede tecniche degli abiti.
Le schede tecniche sono dei disegni dove mostrano le forme dell'abito, le cuciture e i dettagli per la realizzazione.

Il passo successivo è il cartamodello, e la prova su manichino, l'unico modo per capire se un abito è uguale al disegno è fare una prova su manichino, se il risultato è identico, si passa al passo successivo, altrimenti si corregge il cartamodello.

Quando finalmente, il cartamodello è terminato,i difetti sono stati eliminati, si passa ad un ulteriore step: calcolare i centimetri (molto probabilmente i metri e metri), di stoffa occorrente per la realizzazione dell'abito.

*To be Continue* 

martedì 18 marzo 2014

Diario di una sfilata per bene

E' da un po' che manco, ma è per una buona causa.
Per prima cosa, ho terminato un abito che avevo in sospeso da quest'estate, un modello semplicissimo, con una gonna ad un quarto di ruota e un corpetto semplice.
Il risultato finale, eccolo qui:

Il risultato per me è abbastanza soddisfacente, anche perchè è stato il mio primo abito :)

Cambiando discorso, il blog aprirà un nuovo capitolo: "Diario di una sfilata per bene", il 12 di Aprile la mia scuola organizzerà una sfilata di Alta Moda, io realizzerò un abito disegnato da una delle stiliste, e vi posso assicurare che è un impresa architettonica! 

La sfilata si terrà a Milano, in Via Savona, presto vi scriverò ulteriori dettagli sull'evento.
Quello che troverete invece sul blog, sarà il dietro le quinte, ciò che non viene detto, l'organizzazione e la realizzazione di un abito ricercatissimo.